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Sindrome intestino corto

Nell’adulto, si definisce intestino corto un intestino tenue di lunghezza, misurata a partire dall’angolo di Treitz (punto di passaggio tra duodeno e digiuno), inferiore a 200 cm.

Nel bambino, essendo l’intestino in crescita, si considera intestino corto, un intestino tenue inferiore al 25% della lunghezza attesa in base all’età.

L’intestino corto può essere secondario ad interventi chirurgici di resezione intestinale oppure a difetti congeniti dell’intestino. Le cause congenite sono la gastroschisi, l’atresia intestinale, l’onfalocele e le malformazioni intestinali. Le cause più frequenti di estese resezioni intestinali nell’adulto sono l’infarto mesenterico (arterioso o venoso), la malattia di Crohn, l’enterite cronica da radiazioni, le complicanze post-chirurgiche e la poliposi familiare. Nel bambino, il volvolo intestinale, l’enterite necrotizzante e in minor misura i traumi addominali, sono le cause maggiori in aggiunta a quelle congenite

Il quadro clinico associato all’intestino corto è definito “sindrome dell’intestino corto” (Short Bowel Disease, SBS). La SBS è caratterizzata da diarrea osmotica dovuta al malassorbimento, dimagrimento, malnutrizione calorico-proteica e disidratazione. Possono essere presenti segni e sintomi dovuti alle complicanze sia gastrointestinali, sia di altri organi e apparati, sia sistemiche secondarie alla SBS.

Con il termine “insufficienza intestinale” si definisce la “riduzione della funzione intestinale sotto il minimo necessario per l’assorbimento di macronutrienti, acqua ed elettroliti, tale da richiedere la supplementazione per via venosa al fine di mantenere lo stato di salute e la crescita”.

L’insufficienza intestinale cronica benigna (IICB) può verificarsi sia in soggetti adulti, sia in bambini e adolescenti, come conseguenza di malattie congenite o acquisite dell’apparato digerente o come complicanze gastrointestinali di malattie sistemiche croniche.

La IICB è una condizione che pone il paziente a rischio di vita per malnutrizione. La terapia sostitutiva della funzione persa è la nutrizione parenterale domiciliare (NPD). Il trapianto di intestino è la terapia curativa della IICB. In base ai dati relativi alla sopravvivenza del paziente e alla sicurezza della terapia, la NPD è attualmente considerata la terapia primaria della IICB, mentre il trapianto di intestino è indicato quando il paziente è a rischio di vita a causa di complicanze della malattia intestinale o della NPD.

I dati di letteratura indicano che la reversibilità della insufficienza intestinale dovuta a SBS si verifica in circa il 50% dei pazienti adulti ed il 75% dei pazienti pediatrici e, che nel 90% dei casi ciò avviene nei primi due anni dall’esordio e che in una piccola percentuale di pazienti si può verificare anche negli anni successivi.